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«Questo и il nostro mondo, adesso, il nostro mondo» dice Tyler, «e quella gente antica и morta.»
Se sapessi come va a finire questa storia, sarei piщ che felice di essere giа morto e in Paradiso.
Sette minuti.
In cima al Parker-Morris Building con la pistola di Tyler in bocca. Mentre scrivanie e schedali e computer piovono come meteore sulla folla intorno all'edificio e colonne di fumo si alzano dalle finestre sfondate e tre strade piщ in lа la squadra di demolizione sta cronometrando, tutto questo lo so: la pistola, l'anarchia, l'esplosione, in realtа и come dire Maria Singer.
Sei minuti.
Qui c'и in ballo una sorta di triangolo. Io voglio Tyler. Tyler vuole Maria. Maria vuole me.
Io non voglio Maria e Tyler non mi vuole per le palle, non piщ. Qui non si tratta di amore come in tenerci. Qui si tratta di proprietа come in possedere.
Senza Maria, Tyler non avrebbe niente.
Cinque minuti.
Forse diventeremo leggenda, forse no. No, dico io, ma aspetta.
Che cosa sarebbe Gesщ se nessuno avesse scritto i Vangeli?
Quattro minuti.
Sposto con la lingua la canna nella guancia e gli dico, se hai voglia di essere una leggenda, Tyler, ci penso io a farti diventare leggenda. Io c'ero dal principio. Senza la pistola di Tyler in bocca.
Ricordo tutto.
Tre minuti.
2
Le grosse braccia di Bob erano chiuse a tenermi dentro e io ero spremuto nel buio fra le nuove tette sudate di Bob, giganteschi ciondoli, grandi come immagineremmo quelle di Dio. In giro per lo scantinato della chiesa pieno di uomini ci incontriamo ogni sera: questo и Art, questo и Paul, questo и Bob; le spalle larghe di Bob mi fanno pensare all'orizzonte. I folti capelli biondi di Bob erano quelli che ti ritrovi quando il gel si fa chiamare schiuma modellante, cosм folti e biondi e la scriminatura cosм dritta.
Con le braccia che mi avvolgono, la mano di Bob mi accarezza la testa contro le nuove tette che gli sono sbocciate sul torace.
«Andrа tutto bene» dice Bob. «Piangi, piangi.»
Dalle ginocchia alla fronte sento le reazioni chimiche che dentro Bob bruciano alimenti e ossigeno.
«Forse l'hanno tirato via tutto in tempo» dice Bob «Forse и solo un seminoma. Con un seminoma si ha una probabilitа di sopravvivenza che и quasi del cento per cento.»
Le spalle di Bob si risucchiano in una lunga boccata, poi mollano, mollano, mollano in singulti. Si risucchiano. Mollano, mollano, mollano.
Sono due anni che vengo qui tutte le settimane e tutte le settimane Bob mi avviluppa nelle sue braccia e io piango.
«Piangi» dice Bob e inala e sin, sin, singhiozza. «Coraggio, piangi.»
Il faccione bagnato mi si siede sulla testa e io mi ci perdo dentro. И adesso che mi metto a piangere. Piangere и facile nel buio soffocante, chiuso dentro qualcun altro, quando vedi che tutto quello che riuscirai mai a combinare finirа in spazzatura.
Tutto quello di cui potrai mai andare fiero finirа buttato via.
E io sono perso dentro.
И quanto di piщ vicino sono arrivato a dormire in quasi una settimana.
И cosм che ho conosciuto Maria Singer.
Bob piange perchй sei mesi fa gli hanno tirato via i testicoli. Poi terapia di reintegrazione ormonale. Bob ha le tette perchй il suo tasso di testosterone и troppo alto. Alzi troppo il livello di testosterone e il tuo corpo aumenta gli estrogeni per ritrovare un equilibrio.
Questo и il momento in cui piango io perchй ora come ora la tua vita si riduce a nulla e nemmeno nulla, all'oblio.
Troppi estrogeni e ti vengono zinne da femmina.
Facile piangere quando ti rendi conto che tutte le persone che ami o ti respingono o vanno all'altro mondo. Dato un lasso di tempo abbastanza lungo, per tutti la percentuale di sopravvivenza precipita a zero.
Bob mi vuole bene perchй crede che anche a me abbiano tolto i testicoli.
Intorno a noi, nello scantinato della Trinity Episcopal con i divani a scacchi da quattro soldi, ci saranno una ventina di uomini e una sola donna, tutti avvinghiati a due a due, quasi tutti in lacrime. Certe coppie sono curve in avanti, le teste schiacciate orecchio a orecchio, come fanno i lottatori, ingrippati. L'uomo in compagnia dell'unica donna le pianta i gomiti sulle spalle, un gomito per parte ai lati della testa, la testa di lei tra le mani di lui, e la faccia di lui che piange contro il collo di lei. Il volto della donna si storce da una parte.
Io sbircio da sotto l'ascella di Big Bob.
«Per tutta la vita» piange Bob. «Perchй sto a sbattermi, non lo so.»
L'unica donna qui presente al Restare Uomini Insieme, il gruppo di sostegno dei malati di cancro testicolare, questa donna soccombe al peso di uno sconosciuto e i suoi occhi s'incrociano con i miei.
Imbrogliona. Imbrogliona. Imbrogliona.
Capelli corti nero opaco, occhi grandi come quelli dei cartoni animati giapponesi, magra come una garza, lattiginosa nel suo vestito con un motivo di rose scure come di tappezzeria, questa donna era anche nel mio gruppo di sostegno ai tubercolotici di venerdм sera. Era alla mia tavola rotonda sul melanoma di mercoledм sera. Lunedм sera era al mio gruppo leucemici dei Fermi Credenti. La scriminatura al centro dei capelli и una folgore storta di cute bianca.